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Coppia di genitori gira un corto sul figlio affetto da una malattia rara, in lizza per gli Oscar

In lizza per l’edizione degli Oscar 2015 , Our Curse, l’intenso  cortometraggio di Tomasz Śliwiński e di sua moglie Magda Hueckel, non è riuscito a strappare il premio per cui concorreva, ma il suo valore rimane intatto.

Our Curse infatti è un dolente cortometraggio in cui la coppia protagonista, ovvero il regista e sua moglie, riflettono dopo aver appreso che il loro figlioletto Leo è affetto da una malattia rara e terribile: la Sindrome da ipoventilazione centrale congenita, detta anche maledizione di Ondina.

Alle persone che ne sono affette è impedito di respirare mentre si dorme, la loro sopravvivenza quindi dipende da un ventilatore polmonare. Il rischio di morte accidentale è molto, molto alto.

Le domande che quindi si pongono i genitori del bimbo sono veramente gravi: “come si fa a spiegare a un bambino che ogni notte si può morire?” si chiede angosciata la mamma del bimbo, desiderando per lui una vita il più serena possibile date le circostanze e non un’esistenza piena di paura.


Per cercare di reagire, elaborare e condividere il dramma che li aveva colpiti Tomasz Sliwinski, studente di cinema e sua moglie, hanno deciso di girare questo filmato che è riuscito a suscitare l’attenzione dell’Academy.

 “In quel periodo le nostre vite erano letteralmente devastate. Girare questo film ci ha aiutato molto. Invece di soccombere abbiamo volto le nostre energie a qualcosa di creativo, anche se inizialmente non eravamo sicuri di volerlo condividere. Ci sembrava troppo intimo e privato” ha dichiarato il regista.

Successivamente però, Tomasz, riflettendoci bene, ha compreso che la sua era un’esperienza universale riguardante come le persone fanno fronte a qualcosa che sembra impossibile da accettare, così ha deciso di condividere Our curse.

Il filmato, vede i due genitori interrogarsi su cosa accadrà al figlio, mentre si trovano sul divano. Ad un certo punto Tomasz avanza addirittura l’ipotesi che il figlio Leo, da grande, potrebbe anche decidere di suicidarsi diventato consapevole della sua condizione.

Il piccolo Leo ora ha 4 anni, è ancora un po’ indietro con il linguaggio ma non ha nessuna intenzione di lasciarsi sconfiggere dalla malattia.

“Il mio Leo è un piccolo combattente” dichiara la sua mamma.

(Fonte)

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