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La morte che insegna a vivere, un cortometraggio candidato agli Oscar 2015

Un giovane si ubriaca ad un party ed esce visibilmente barcollante. Attraversa la strada ma non vede una macchina che lo coglie in pieno. Muore. Si forma subito un capannello di gente attorno a lui ma nessuno riesce a vedere la sua forma spettrale che esce dal corpo e che inizia a vagare. Solo la morte vede il suo nuovo corpo e lo inizia a seguire.

I due si ritrovano su di una panchina in un parco. La giovane anima chiede più tempo alla morte, poi inizia a scappare. Come se si potesse scappare dalla morte. Allora, il giovane la supplica di aver bisogno di più tempo. La morte lo accontenta.

Lo accoglie nel suo buio, nel quale lui è un neonato e la morte sua madre, poi suo nonno, che lo portano a fare un viaggio struggente ed inquietante al tempo stesso. Il bambino fluttua nel passato, vede i volti di tutte le persone che ha conosciuto, chiede “di più, di più, di più”.

Ma il tempo è giunto, e la morte si prende cura di lui.

Questo cortometraggio d’animazione, sottotitolato anche in italiano (cliccare su CC e scegliere la lingua italiana), è bellissimo, evocativo e toccante. Si intitola Coda ed è diretto da Alan Holly e Rory Byrne del Maps and Plans Studio.

(Fonte)

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