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Preti, la web series irriverente, sarcastica e anticlericale

Un giovane prete in “stage” massacra di domande il parroco anziano che dovrebbe fargli da mentore. Il risultato è delirante

Nel complesso mondo dei prodotti nati per il web, ne esistono alcuni particolarmente riusciti. Spesso sono di brevissima durata, divertenti o addirittura scioccanti e nascono sempre dalla mente di persone che hanno uno spiccato senso ironico, un giusto distacco dalle cose della vita e una buona dose di follia.

Tutte queste caratteristiche possiamo riscontrarle in una delle web serie più famose del momento: Preti. Irriverente, sarcastica e chiaramente anticlericale, Preti, con le sue 24 puntate costituite da manciate di secondi, in genere poco più di un minuto, fa riflettere sulla chiesa e la sua morale. Il nonsense è il filo conduttore di tutte le puntate in cui vediamo un giovane stagista che si interroga sulla fede, a confronto con un parroco, suo maestro spirituale, ma privo di quella che amiamo definire vocazione. Quest’ultimo sarà interrogato su molti aspetti del “credo cattolico”, di cui verranno evidenziate le contraddizioni, e sarà costretto a rispondere attraverso luoghi comuni e frasi senza senso logico.

Su Youtube sono presenti ventiquattro puntate che faranno sorridere credenti e non, grazie all’equilibrio con cui sono evidenziate le antinomie della Chiesa. Attraverso leggere risate, rifletteremo sulle parole di un giovane apprendista prete che si chiede: “L’omosessualità è immorale. Siamo proprio sicuri?”, “Come fa un essere intelligente ad aver creato un mondo così stupido?”

Le sigle di apertura e chiusura sono affidate ad una penetrante musica rock degli Snook, mentre ai protagonisti della serie prestano la voce Guglielmo Favilla (apprendista) e Fabrizio Odetto (parroco senza passione), entrambi attori e doppiatori professionisti.

Preti, web serie cartoon assolutamente politically uncorrect, le cui puntate sono sottotitolate in inglese, deriva dall’omonimo corto che è stato nominato per il Premio David di Donatello come Miglior Cortometraggio 2013.

Le intelligenti domande che mettono a nudo i tabù del nostro Paese sono frutto di un autore degno di stima: Astutillo Smeriglia (probabilmente uno pseudonimo) , il quale è un insegnante, autore e regista italiano conosciuto per il suo blog, IN COMA È MEGLIO, in collaborazione con l’illustratore Emanuele Lesi.

(Fonte)

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